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Tag Archives: miti

Non vi dirò, come potrebbe fare qualsiasi rivista o wikipedia, chi è Paul Kalkbrenner, anche perché immagino lo sappiate già. Non vi racconterò di Berlin Calling, della fama guadagnata con sofferta devozione alla musica. Non vi farò noiosissime trafile di nomi e date di serate, concerti e interviste. Vi dirò soltanto cosa ho provato io ieri al Palalottomatica mentre ero un corpo danzante del secondo anello e vivevo ogni suono come una rivelazione.

Paul è un sacerdote pagano e noi un’enorme tribù d’iniziati. Da qui posso vedere oltre cinquemila corpi in trance che tendono le braccia come fasci di luce verso il centro del canyon. Roboanti frequenze, ossessive sonorità, randomiche visioni. Lui alza il volume del fuoco. La musica crea le forme. Gli iPhone, levati in cielo, sono stelle e i corpi pianeti, popoliamo un universo di carne. La mia pelle non è più. Si perde nel flusso spinoziano del creato. Il computer è un occhio, un grande occhio che viviseziona la luce, il controller dirige i sogni. I bassi distorcono i sensi. La musica è puro tatto ininterrotto. La sento nella pancia e i miei piedi sono meteore che sfrecciano nel vuoto. Il sacerdote saluta gl’iniziati. Un coro di corpi si scaglia contro il fuoco e ne incrementa l’ardore. Nulla è più. I demoni hanno preso a danzarci intorno. I demoni di dentro sono esplosi in un fuori che non conosce confini. Il sacerdote guarda nei corpi, li fraziona e li proietta nel vuoto. I demoni abbandonano la carne e si librano nell’aria di un altrove indecifrabile. La musica penetra le fondamenta della carne. Raggiunge l’ipotalamo e l’io è immensità nello spazio.

 

 

 

 

© Ilaria Palomba