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Una volta l’estate è un thriller fatto di frammenti, punti di vista, luoghi fluidi.
Una postina ruba il figlio appena nato di Maya, casalinga, ex artista, mentre suo marito Edoardo, sottufficiale in missione in un luogo del Medio Oriente, è messo sotto torchio da un suo superiore. La madre di Maya sente sua figlia in pericolo, sola, incinta, nella Capitale. Il medico curante, il professor Curci, si accorge che alla sua paziente stia accadendo qualcosa di strano. Uno psichiatra, il dottor Traversi, cerca di ricomporre i frammenti del caleidoscopio che è diventata la vita di Maya ed Edoardo.
I due protagonisti si conoscono per le vie centrali della Capitale, in autobus, nei pressi dell’Accademia di Belle Arti, in un periodo in cui tutti sono in allerta per gli attentati terroristici. Si guardano e non riescono a resistersi. Di lì a poco si ritrovano ad abitare insieme a casa di Edoardo in una zona residenziale. Maya comincia presto a odiare la sua nuova vita formattata secondo le buone regole del nucleo familiare sacrificando la sua parte artistica. Ma lo sguardo di Maya rimane quello di un’artista, uno sguardo che il militare Edoardo non comprende. Per Maya i paesaggi della Capitale sono descritti come dipinti di Monet, Van Gogh, Munch, Dalì. L’ambientazione è fluida, la città diventa un luogo immaginifico, una costruzione onirica. Quando Edoardo è via, Maya incontra Anya, la misteriosa postina, che la metterà nelle condizioni di chiedersi cosa voglia davvero. Anya, che in effetti sembra non essere solo una postina, incontrerà Maya ogni volta in un luogo diverso, nei bar di periferia, nei ristoranti giapponesi nei pressi del Parlamento, nelle ricche dimore di politici e uomini illustri: strani circoli in cui Anya cercherà di dimostrare a Maya come vivere senza rinunciare.
Il bambino che Maya porta in grembo assume un valore ambivalente. Il dottor Traversi, nel tentativo di ricomporre gli eventi, traccerà le connessioni tra il piccolo Arturo, l’infanzia e il padre di Maya, morto troppo presto, sacrificandosi per salvare sua figlia. O forse non è andata esattamente così. Forse questo è solo il modo in cui Maya ha ricostruito i fatti per dar loro un senso. Edoardo, come Ulisse, capisce che deve tornare nella Capitale, da Maya. C’è ancora qualcosa che possono fare per salvarsi.

https://ilariapalomba.wordpress.com/una-volta-lestate/

HHV

“Homo homini virus” su: TgNorba 24, Radio Città Futura, Radio Rebel (podcast 20/01/2015), Pastiche (ultima pagina), Notìa, Giornale di Puglia, CheDonna.itWikiCritics.

Leggi alcuni stralci.

Io sono un'opera d'arte

Libro in vendita presso le seguenti librerie:

ROMA:

  • Artemare
  • Arcuri Libreria Commissionaria Internazionale
  • Liberalibro Arion Testaccio
  • Librerie Silvio d’Amico
  • Libreria Scripta Manent
  • La Mia Libreria

NORD

  • Libreria Feltrinelli
  • Libreria Cafoscarina Venezia
  • Libreria Feltrinelli
  • Librerie Feltrinelli
  • Libreria Cortina Torino
  • Libreria Scientifica dott. Lucio de Biasio “AEIOU”
  • Libreria Bonomo
  • Webster
  • Casalini Libri

BARI:

Io sono un’opera d’arte. Viaggio nel mondo della performance art (Edizioni Dal Sud)

Dalla Prefazione a cura di Giorgio Patrizi

“È uno sguardo complesso, elaborato, costruito su esperienza e immaginazione, quello che si fissa sulle dinamiche della performance e scruta l’identità sfaccettata del performer. Una identità che si costruisce su una visibilità e praticabilità del corpo totalmente innovative rispetto ai processi identitari a cui ci ha abituato la tradizione occidentale e le culture del soggetto, anche quelle ripensate dalle prospettive psicanalitiche del XX secolo. È che la cultura performativa è una singolare e composita rivisitazione di modalità espressive e rappresentative che hanno caratterizzato in modo peculiare l’universo della modernità. Ma d’altronde è una pratica che spezza qualsiasi codice preesistente – esperito, magari, anche nella “tradizione del nuovo”- per rivolgersi alla ricerca di un’oltranza sempre più avanzata, di una nuova, esasperata, rivisitazione della materialità dell’esistenza e della possibile spettacolarizzazione dei sensi. In questa dinamica, sempre rinnovantesi e sempre di difficile fruizione e decodificazione, acquista spessore e concretezza la riflessione che nasce – appunto attorno al corpo- dall’istanza di dar voce alla tensione che agita la materia e che mette in scena la spinta ad uscir da se stessi: una peculiare vitalità che, a questa tensione, dà fiato e movimento, e coraggio per sfidare la quotidianità più banale, verso un’alterità a cui è difficile dare nome o forma, ma che si pone come quella dimensione di verità in cui tutto prenderà un nuovo senso e un nuovo valore.”

Dal capitolo introduttivo

“Da Nietzsche a Duchamp, in una prospettiva che procede verso il postmoderno, il corpo assume un valore diverso dal passato. Così come cambia il senso del corpo nello spazio, cambia anche nell’arte. Un fil rouge attraversa le nuove esperienze artistiche, dal teatro alla performance, questa connessione e rivelazione delle arti performative è comprensibile a partire da ciò che Maffesoli definisce baroquisation du monde 1. Esiste la tradizione ma esiste anche qualcosa che sfugge al suo dominio e si muove in un ethos dinamico che sempre si rinnova. Tradizionalmente esiste la pittura, la scultura, la scrittura, la musica, il teatro, ma cosa succede quando tutte queste arti si sgretolano? Dopo l’espressionismo, il cubismo, l’astrattismo e infine la pop-art e i tagli nella tela, l’arte visiva diventa installazione. Il teatro nasce nell’antica Grecia come strumento magico, una sorta di divinità, una psicanalisi ante litteram, che permetteva alla gente un sentimento di immedesimazione e catarsi, seguendo quanto dice Aristotele. Nel tempo, questa specifica funzione sacra del teatro è andata perduta. Dal Medioevo all’età moderna sacro e profano sono diventati ambiti separati e tra loro non comunicanti. La modernità poggia sugli ideali razionalisti dell’unità, della ragione, dell’indipendenza, dell’individuo. Ma c’è stata un’epoca, il Barocco (XVII-XVIII sec.), in cui sacro e profano, cristiano e pagano, arte e scienza, filosofia ed esoterismo, si sono fusi creando un movimento artistico-culturale intenso e carico d’immaginario. «En bref, à une idéologie du développement en succède une autre qui met l’accent sur le déploiement, c’est-à-dire une croissance non finalisée».2 Il Barocco è carico di quello spirito tragico che si contrappone all’Illuminismo e al Rinascimento in cui la ragione sembra essere l’unico metro di misura del mondo. Così sono possibili esperienze artistiche come la pittura di Rubens, il simbolismo, la musica di Vivaldi, la scrittura di Cervantes, la filosofia di Giordano Bruno, per esempio. Il senso di finitudine umano accentua l’attenzione edonistica verso i piaceri istantanei ed effimeri. L’attenzione alla bellezza diventa più importante dell’istinto di autoconservazione.”

Fatti male

Libro in vendita presso le seguenti librerie:

A Roma nelle librerie:

Fatti male

di Ilaria Palomba

“Fatti Male” al Tg3 | Book Trailer | Recensioni | Presentazioni |Interviste | Pubblicazioni | Note dell’autrice | Ilaria al Cin-O

Video e lettura di “Fatti male” alla Mostra d’Arte Contemporanea organizzata da Daniela Caflapietro il 21/08/12: Puglia tra multimedialità e tradizione |

ISBN: 9788861651180

Tu dir weh (Edizione tedesca di “Fatti male”)

di Ilaria Palomba (traduzione: Tom Muller e Marianna Perniola)

Book trailer (DE) | Casa editrice | Recensioni (DE) | Presentazioni (DE) | Ilaria al Cin-O | Bibiana Beglau liest TU DIR WEH

ISBN: 9783351050016

 

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