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20 febbraio 2015

Federisca Scagliola

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12 gennaio 2015

“Sono riuscito a finire di leggere il libro “Fatti Male”. Ho apprezzato innanzitutto l’argomento e il modo in cui lo hai trattato: in modo diretto e in prima persona. Il dialogo con il lettore è immediato e perfettamente in linea con la tematica, inoltre di sicuro è perfettamente comprensibile sia dal lettore giovane che da quello più maturo (anche da un punto di vista culturale, oltre che d’età). Nella tragicità degli argomenti trattati ho trovato realistico il modo di esprimersi dei personaggi, in particolare i pensieri della protagonista, spesso contrari a quanto poi espresso verbalmente in molte situazioni.
Il contenuto è in ogni caso decisamente adulto ed espresso in modo forte, capace di fare breccia e restare a lungo nella memoria. Leggendo attentamente, ho avuto l’impressione che quanto vissuto dalla protagonista sia stato visto o vissuto, almeno in parte, dall’autrice. Ho metabolizzato le esperienze “fisiche” di Stella, intuendo come, alla fine del cammino esposto nel racconto, possa essere a modo suo cresciuta. Il finale spiazzante denota la maturazione di quanto fatto e subito prima, l’uccisione del passato vacuo ed effimero, per quanto forte e necessario (Stella non avrebbe mai realizzato la sua maturazione senza le esperienze di cui sapeva di aver bisogno). Un finale che non è affatto una fine, ma un inizio di un nuovo cammino, su un altro piano fisico e soprattutto mentale.
So cosa vuol dire. Io non ho avuto esperienze fisiche così forti o di dipendenza derivante da uso di stupefacenti ma anzi, al contrario, ne ho sempre fatto a meno. Ho sempre praticato molto sport e lo pratico ancora (arti marziali in particolare) e ho sempre vissuto la vita in modo piuttosto riflessivo e spirituale (attenzione: non sono affatto un religioso bigotto). Di contro posso dire che l’estremità opposta alla fine, a mio parere, ti fa arrivare a conclusioni simili, se non uguali. Anche io, a modo mio ho subìto forti traumi (psicologici e spirituali, talvolta anche fisici, ovviamente) e tutt’ora ne porto le conseguenze (il mio approccio mentale alla vita stessa è completamente cambiato). Anche io ho ucciso il passato effimero per iniziare un nuovo cammino, alla luce delle esperienze fatte.
Ovviamente il poco che ho scritto è frutto della mia personale visione del tuo libro. Se potessi lo proporrei nelle scuole come lettura indispensabile, farebbe comprendere efficacemente a molti presuntuosi giovincelli alcuni significativi aspetti della vita.
Ti ringrazio davvero per avermi reso partecipe di una parte di te, la compagnia della tua Stella è stata profonda, interessante ed istruttiva.”
Francesco Frazzitta (artista)

22 settembre 2014

“Ciao. So che non ci conosciamo, però ci tenevo molto a scrivere questo messaggio. Sono un amico di Roberta. Un po’ di tempo fa le chiesi di consigliarmi qualche bel libro. Lei mi ha parlato di te ed ha iniziato a farmi leggere un po’ dei tuoi scritti. Dopo mi disse che tempo fa pubblicasti un libro. Sicché avevo letto qualcosa di tuo in precedenza non ho esitato a comprarlo. Il libro si intitola ”Fatti male”. Ci tenevo a complimentarmi con te per il tuo modo di scrivere, a mio modo travolgente. Ho ancora 18 anni, ma credo che finora questo sia stato il più bel libro che mi sia mai capitato fra le mani. È uno di quei libri che ti lascia il segno e volevo ringraziarti per questo. Spero di riuscire a leggere qualche altro tuo libro.”
Rocco Giugno

29 aprile 2014
“Ciao Ilaria! Come va? Finalmente, nella mia eternamente piena colonna di libri da leggere, ho preso in mano il tuo. Premetto che non è il mio genere, io leggo molta saggistica, filosofia e classici. Ho sofferto molto, da persona prima di tutto, da donna subito dopo, da bambina (perché poi certe parti ce le portiamo sempre dietro) andando a scavare. Non ti chiederò se le cose che ci sono scritte sono vere o no, ha poca importanza, che lo siano o meno rimane un’ondata enorme di sofferenza espressa in modo così forte, che deve essere senz’altro qualcosa di vissuto, a prescindere dai fatti reali. È un gioco di parole non voluto, ma è senz’altro una lettura che ha fatto male. Credo di aver provato la stessa sensazione di non avere una via d’uscita, solo con la metamorfosi di Kafka, in certi momenti me lo ha ricordato. Non c’è mai luce. Ho avuto costantemente voglia di tendere la mano a Stella, di spiegarle come funzionano le cose. Il libro è bello, ti prende, si legge tutto d’un fiato, ma la parte importante non mi è sembrata questa. Leggerò volentieri altre cose tue, con la sincera speranza che Stella stia imparando ad amarsi. Buona serata!” Daria Ungari

20 gennaio 2014
“Ciao Ilaria, ho letto il tuo libro, ho divorato, fra un momento libero e l’altro, il tuo libro forse è meglio dire. Al dil à del tuo ritenerti o no sana, (chi sono io per giudicarti?) forse se ti leggo sono insano tanto quanto te… oppure ognuno è insano a suo modo, peggio chi sostiene di essere puro. Premesso ciò… l’ho trovato un libro scritto in maniera molto “cruda”, ma non è una critica, anzi lo trovo un pregio, ritengo che sia un libro da far leggere a molte persone. Puoi leggerlo in modo distaccato e freddo, o “cercando” di immedesimarti al personaggio, probabilmente qualcuno lo definirebbe aspro, ci sarà probabilmente (io non so… tiro secondo ciò che vedo negli occhi delle persone quando mi capita di relazionarmi) chi lo troverà anche volgare. Io credo sia un libro a cui legare profonde riflessioni, un doppio viaggio, nella mente propria e del personaggio raccontato e descritto. Non posso dirti adesso se questo “viaggio all’inferno” mi abbia condotto alla luce, potrò forse dirtelo più in la. Però sono certo che questo libro potrebbe essere la bussola per tante altre persone.  Anche il distacco mentale fra il pensiero e l’atto di agire… è qualcosa su cui ho fatto attenzione… fa riflettere…. anche fuori dal contesto del libro… cercare la sfida, vivere e sfidare la vita… talvolta provarne piacere e spingersi oltre. Quando alla curiosità si sovrappone il piacere… il limite non esiste più…” Luca Canale (perito elettronico) lucacanale

9 gennaio 2014
“Ciao Ilaria, ho finito stanotte di leggere Fatti male. Che dire, di certo non mi ha lasciata indifferente. E’ intenso e vero, vissuto, e mi sono piaciute certe scelte coraggiose come la merda finale che di sicuro è molto meno estetica della droga, ma è vera quindi ci sta. Poi mi piacciono certi dettagli. come quando rimane nella cantina col vecchio e i due sfigati ed è costretta a succhiarglielo e ci sono gli odori e l’atteggiamento di lei che comunque cerca di mantenere la calma e dice “basta che li faccio sborrare ed è finita”, tutte cose che mi hanno convita dell’onestà del testo. Stella è un personaggio scomodo, spesso mi ha infastidito per certi modi di fare che ho sentito molto miei, o meglio di quella che ero e che spero di non essere mai più, ma questa è anche la sua forza. Insomma complimenti, spero di leggere presto il tuo nuovo lavoro (e di finire il mio). Baci.”
Anna Cambi  (scrittrice)

25 novembre 2013
“Oggi, giornata contro la violenza sulle donne, propongo la mia recensione (di circa un anno fa) al libro “Fatti Male” di Ilaria Palomba. Protagonista è Stella, una ragazza che a un certo punto decide di smettere di sopportare… Da quando ho deciso di fare della scrittura qualcosa in più di un passatempo senza regole né regolarità, ho perso la mia “serenità” di lettrice. Prima divoravo un paio di libri la settimana; mi ci immergevo dentro e mi lasciavo trascinare dalla storia, per poi decidere se il contesto e il modo in cui era espresso mi aggradavano oppure no. Adesso, invece, ho serie difficoltà nel lasciarmi andare, mi soffermo su cose che una volta neppure notavo: la scelta delle parole, il loro suono, il modo in cui son legate tra loro – pure le virgole! – l’autenticità e l’onestà con cui viene raccontata una vicenda… aspetti che mi fanno perdere di vista il piacere puro della lettura e m’innervosiscono parecchio, perché non riesco proprio a controllare l’impulso di comportarmi così. Per questo spesso prendo scuse con me stessa, mi dico che gli impegni quotidiani sono troppi e la sera deve essere per forza dedicata alle chiacchiere col fidanzato. Il risultato è che leggo sempre meno. Di recente avevo deciso che avrei usato le vacanze natalizie per riprendermi quello status di lettrice che, in effetti, mi manca moltissimo. Ho scelto “Fatti male” per ricominciare. L’ho iniziato il 20 dicembre e finito il 24. Non era esattamente il mio genere – questo lo avevo capito già prima di comprarlo – ma sapevo che il modo di scrivere dell’autrice, di cui conoscevo già le poesie raccolte in “I buchi neri divorano le stelle”, mi piace. La scorrevolezza propria della penna di Ilaria Palomba e la velocità con cui, sebbene arrugginita, sono riuscita a terminare il romanzo, mi hanno dimostrato che avevo ragione: Ilaria è molto brava, ce l’ha fatta perfino a distrarmi dalle mie ansie e manie di “scrittrice psicopatica”! La protagonista del libro mi trasmette diverse sensazioni. Mi fa rabbia per la sua incapacità di vivere come una ragazza “normale”, nonostante non sia per niente una sciocca, e per il modo in cui permette a un inetto qualunque di seviziarla e venderla come una cosa. Mi fa pena per la sua fragilità, per la situazione familiare che la costringe a cercare attenzione e amore nei posti meno opportuni. Mi fa tenerezza per il suo essere, oltre che estrema, una bambina bisognosa d’affetto. Mi fa ribrezzo quando mi trascina in luoghi che mi sono estranei e che, in vita mia, mi sono sempre rifiutata di frequentare. Mi ripugna quando mi obbliga a spiarla in situazioni che trovo aberranti e prive di senso. Mi fa ridere con l’ironia pungente e il senso di contraddizione un po’ buffa che trasmette col suo pensiero quasi mai espresso a voce alta. Stella si dà con facilità. Ma gli scambi di coppia, le esperienze con le donne pur non essendo lesbica, l’inesistenza di pudore… cos’altro sono se non l’angoscia, il dolore interno, il bisogno di essere una figlia amata, una compagna amata e perfino un’amica amata? Queste ombre spaventevoli la fanno nascondere dietro l’oblio ingannatore della droga, dietro una sessualità che – almeno per me – di piacevole non ha nulla. C’è chi si rifugia nel cibo o nell’assenza di questo, chi si ferisce braccia e gambe, chi smette di studiare o lo fa davvero troppo, chi si rimbecillisce di sostanze stupefacenti e chi si butta via perché crede di poter essere salvato dal primo farabutto che gli si para davanti. Tanti modi per punirsi. Anche io mi sono messa in castigo da sola innumerevoli volte. Non l’ho fatto come Stella, ma l’ho fatto. Stella, per una stramba casualità, alla fine del romanzo si libera di quel mostro di Marco… ma sarà riuscita ad allontanare da sé il vero male, se stessa? Io sono positiva per inclinazione e quindi credo di sì. Me la vedo sempre bionda e bistrata di nero, con un vestito aderente su quel corpo perfetto che le invidio un po’, la laurea in filosofia appesa in camera e una consapevolezza di sé tutta nuova. Non m’importa se abbia o meno accanto un uomo, io la visualizzo avvolta dal suo di amore. Nel mio immaginario, Stella deve aver di sicuro imparato ad amarsi e smesso di farsi male.”
Anna Valeria Cipolla D’Abruzzo (scrittrice)

1 novembre 2013
“Calcola ho letto il libro in 5 ore. E non mi riprendo più.”
Betty LaHaine (extreme bodyartist)

 

29 ottobre 2013

“Ciao, ho letto il tuo libro, davvero tanti complimentoni, mi ha entusiasmato e toccato molto!!”

Saretta Giò

16 ottobre 2013
“I miei complimenti per il libro….e soprattutto per il finale!!!” Giosy Gè 6 agosto 2013 “Non è un libro per tutti. Bisogna essere disposti a passare il confine anche solo leggendo, perché Ilaria Palomba ti portà lì, nel barese, nelle murge, tra rave e spacciatori. Ti porta nei luoghi di Stella, nella camera di Stella, nei pensieri di Stella, tra le cosce di Stella.”  Mohawk Blogger (Continua qui…) 2 agosto 2013 “Ho appena finito di leggerlo. TIANICO. 5/5 stelle sembra un film nella mia mente. Mi sono immedesimato molto sembrava come se le pagine prendevano vita. E devo anche dire che questo é l’unico libro che sono riuscito a leggere tutto. Pensa che da piccolo non ho mai finito di leggere il piccolo principe. Ottimo.”

Naima-Bluecock naimabloucock_JPG

12 luglio 2013

“Ieri ho finito il tuo libro….favoloso!!!ho adorato il finale…perfetta conclusione di un viaggio negli inferi dell’Io.Tosto e crudamente realistico…divino”
Silvia Faieta (artista)

26 giugno 2013

“Bravissima. Mi è piaciuto, divertito, infastidito . . . quindi, ha provocato quasi tutte quelle emozioni che tu hai cercato di sollecitare. Complimenti. Ho apprezzato anche la stesura della trama e la suddivisione drammatica. E’ un significativo racconto d’iniziazione disfunzionale con una disperata e fallimentare ricerca di identità da parte dei protagonisti.”
Anthony Cilurso (psicologo)

24 giugno 2013

“Ilaria, ho finito il tuo libro. Forte in tutti i sensi. Il finale, poi è come un meritato rinnovamento . Brava.”
Alessandra Lupo (critica letteraria)

6 giugno 2013

“E’ da un po’ che ho finito di leggere il tuo romanzo. Volevo congratularmi con te!! Lo spaccato di mondo giovanile che descrivi mi ha molto ricordato it tuo primo racconto di Quercianella 🙂 e mi è molto piaciuto, nella sua durezza e distacco. Complimenti!” Chiara Briani (neuropsichiatra)

25 marzo 2013

“Finito in 2 giorni — SPETTACOLO è RIDUTTIVO!!!! Grandissima Ila!!! bellissimissimo e da consigliare!” Claudia Ladymush 19 febbraio 2013 “Ho amato Stella e odiato Marco ma ho anche amato Marco nella sua fragilità e meschinità, comune a molti uomini ultimamente. Li ho amati tutti: Donato, Tina, Alberto, Lory e tutti gli altri. Mi sembra di conoscerli, di averci vissuto insieme. Ora aspetto il tuo prossimo romanzo!”
Antonella Manfredi (grafica)

15 gennaio 2013

“Cara Ilaria ho terminato il tuo romanzo, un pugno nello stomaco. Era, per me, partito male.
Non mi fraintendere, non era colpa tua, detesto la droga, la conosco, anche se per averla vista, io non mi sono mai drogato, ne mai lo farò, la mia droga, se così si può dire, è la figa
anzi, peggio, è l’amore molto più potente e doloroso ma mai potrei starne senza. Torno a te, ho avuto un fratello sconvolto a 20 anni dalla mescalina, è ancora sconvolto… e leggere il tuo “diario” mi ha fatto rabbia, dolore, mi ha dato sui nervi, all’inizio e volevo anche smettere ma poi mi ha preso e l’ho terminato, ho conosciuto il lontano mondo di una ventenne mondo difficile anche se lei non si drogava, ubriacava, non fumava nemmeno
ma scopava come una dea. Mi congratulo con te sperando che tu non sia Stella, temendo che tu sia Stella, sperando che tu sia Stella, libera di Marco. Brava.” Daniele Aiolfi (editore)
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24 dicembre 2012 “Ci sono favole nere che iniziano con Non c’era una volta, favole disperate, che raccontano realtà al limite. Non c’era una volta Stella, il suo volto, il suo corpo. Non c’era una volta Marco, con i suoi occhi azzurri e il profumo di menta…” (…CONTINUA). Mariella Soldo (scrittrice) 22 dicembre 2012 claudia con fatti male Claudia Gizzi in arte Ermione (scrittrice e modella)

18 dicembre 2012

“Lettura affrontata violentemente e voracemente. Per me, questo libro non può che essere letto così, come una cicuta amarissima, ma di cui non puoi eludere il gusto, seppure sgradevole, e neppure il retrogusto, altrettanto pungente e persistente. La narrazione è precisa, tagliente. Bella. Feroce. Come può esserlo una donna, in via di “crescita”, soffocata da un ambiente familiare iperprotettivo, perfettamente collocato nella provincia, altrettanto soffocante e “piccola”. Quale migliore via di fuga di quella offerta da droghe e sesso? La giovinezza offre prospettive di immortalità, ma non senza conseguenze. Lo capirà dopo non poche sofferenze, Stella. Sì, una stella in un firmamento nero, fatto di galassie non sempre scintillanti e limpide. Anzi. Il cielo della sue breve, ma intensa esistenza, è un magma viscido e melmoso. Gli uomini che ruotano intorno alla sua vita, sono ombre, senza spina dorsale. Nessuno escluso. Si sa, da sempre, che la donna, (ragazza, ancora) specialmente nei primi approcci con la vita “sociale” è molto più curiosa e coraggiosa dei rappresentanti del cosiddetto “sesso forte”. Molto più disposta a rischiare, osare, vivere. Marco, dotato di fascino oscuro e maledetto, spesso piange. Ed é credibile, nella suo perversa confessione del suo bisogno di emozioni “forti”. Duro ma molle. La doppia narrazione, silenziosa e verbale di Stella, fa penetrare dentro le viscere della giovanissima protagonista. Il viaggio è sconvolgente, ma vero. Epilogo degno di migliori noir o anche tragedia notturna. La liberazione dal Male è un taglio profondo. Ilaria lo affronta, per conto di Stella, con l’aiuto del grande Bataille e del suo “Erotismo”, in una fotografia cruda e lunare, con lunghe ombre che proiettano, in sovraimpressione, la figura di Justine, disegnata dal Maestro dell’ Erotismo e Perversione in successione spesso tanto drammatica, quanto poetica: De Sade. Grazie Ilaria”.
Melchiorre Carrara

12 dicembre 2012

“Letto, bel libro”
Giuseppe Daddiego (pittore e scrittore)

2 dicembre 2012

“Ho appena finito di leggere Fatti male. L’ho preso in biblioteca, l’ho trovato forte… bello…intressante. Maledetto non lo so… alla fine forse Stella cercava l’amore… Molti complimenti!”
Fabrizio Nelli (scrittore)

20 novembre 2012

“Volevo solo dirti che il tuo libro è meraviglioso…non c’è stato mai un libro che mi ha preso così tanto! La settimana scorsa l’ho letto in due giorni e mezzo… in oltre lo leggevo ovunque, mi isolavo dalla conversazione di gruppo e, ancora, il tuo libro mi ha preso tantissimo perché so di cosa stai parlando e posso immaginare allo stesso tempo… incredibile *.*”
Maria Grazia Mannatrizio (studentessa)

15 novembre 2012

“”Fatti Male”….non ho parole diverse da quelle già dette per dire che questo libro è stato come lo aspettavo: GRANDE. Sono stata catapultata nei ricordi, nel presente, in tutto quello che rappresenta verità, vita e lividi sulla pelle. Ho comprato il libro come ti dissi il lunedì successivo alla presentazione. In un giorno l’ho letto. Poi ho deciso di rileggerlo lentamente, avevo bisogno di rivedere ogni cosa nella mente. Hai descritto vita diversa in maniera viva, fluida, vera. T’auguro tutte le cose più belle Ilaria e grazie d’esistere. Una lettrice estasiata!”
Angela Ela de Marco (“una lettrice fautrice della vita”comunque essa sia, che ama imparare, conoscere, crescere)

12 novembre 2012

“Il tuo romanzo mi ha divorata forse più rapidamente di quanto non abbia divorato io lui. Una storia che risveglia inquietudini…e ti fa morbosabemte ammirare colei che l ha scritto( viisuto? inventato?)”

Claudia Gizzi (modella e scrittrice)

8 novembre 2012

“Leggerlo con calma? L’ho letto tutto d’un fiato. Ilaria, sono rimasta addosso a Stella fino alla fine, e mi sono commossa. Molte parole e molte domande, ma avremo occasione. La lacrima è scesa avvicinandosi al penultimo capitolo e dentro a quel capitolo. Non alla fine. La fine è lucida, almeno a me ha lasciata lucida. La commozione, come tutti i sentimenti, è legata ai bagagli che abbiamo caricati sulla schiena, ai rimandi ai ricordi… ti ho vista su rai tre. Stai spaccando bella!”
Cristina Raho (volontaria NAGA e scrittrice)

8 novembre 2012

“Che le cinquanta sfumature siano una commercialata penso sia noto un po’ tutti, diciamo quindi che è un complimento finto per chi mastica un po’ di libri e non legge solo i bestseller del momento o Fabio Volo. Il tuo “Fatti male”, secondo il mio umilissimo parere da ignorante, è leggibile e trasmette bene l’angoscia della menzogna e della solitudine. Parte bene ma a tratti diventa ripetitivo e noioso. Francamente avevo letto in giro paragoni abbastanza pesanti ed è stato il motivo che mi ha spinto a comprare il libro. Ho letto di “Trainspotting ambientato a Bari” ma, sinceramente, di Welsh c’è poco e niente. Non basta ambientare una storia in posti squallidi e buttare a valanga scene di sesso (ce ne sono fin troppe e la maggior parte sono gratuite, alla fine diventa nauseante, ma forse è proprio quello a cui volevi arrivare) per accostarsi allo scrittore scozzese. Welsh è tutt’altro. Stilisticamente mi sembra che cerchi di strizzare fin troppo l’occhio a Palahniuk ma permettimi di dire che il genio del buon Pala è difficilmente, se non impossibile, imitabile. Insomma, per me è un buon libro, tutto sommato godibile, ma i mostri sacri lasciamoli lì dove sono… 😀:D Ciao e in bocca al lupo per il futuro!”
Domenico Bruno (operaio)

6 novembre 2012

“Un bel romanzo. Una nuova brava scrittrice che merita i complimenti”
Fausto Rampazzo (scrittore)

29 ottobre 2012

” Vero… un viaggio in uno dei tanti inferni metropolitani… brava ilaria… però fa male leggerlo…”
Marilena Votta (scrittrice)

28 ottobre 2012

“Complice un’ influenzetta che mi iha regalato un giorno a casa, l’ho letto tutto d’un fiato! Un bel pugno nello stomaco, una vera discesa agli inferi, scritto benissimo. Brava Ilaria!”
Namì Marinuzzi (scrittrice)

27 ottobre 2012

“Ho finito qualche giorno fa il tuo libro …. beh COMPLIMENTI …. mi è piaciuto tantissimo … mi ha coinvolto e travolto … non riuscivo a staccare gli occhi, appena avevo due minuti di tempo subito Fatti Male in mano ! fiato sospeso fino alla fine … inutile dirti che attendo con ansia un tou nuovo romanzo 😉 brava ancora complimenti

!

 Aggiungo solo che ho seguito in lontanaza il servizio in radio al tg e alla feltrinelli 😉 … troppo grande … quale onore averti conosciuto ;)”
Nicholas Bortolotti (studente)

In foto: Luana Mai Sia (modella, attrice, guastafeste animazione)
19 ottobre 2012

“Innanzi tutto ti ringrazio per l’amicizia, è un pregio avere per amica una scrittrice giovanissima.. ho già letto d’un fiato il tuo “Fatti male” e.. “mi ha fatto bene”.. l’ho trovato dirompente, violento, eccessivo, tenero e romantico, la perfetta immagine di una generazione.  La tua amica Luana ha interpretato perfettamente per look e personalità ciò che ha letto. Brava per la scelta e brave entrambe! Avrai sicuramente un grandissimo successo.”
Vito Palmisani (architetto)

18 ottobre 2012
Grazio Bruno (fumettista e graphic designer)

17 ottobre 2012
“Ho finito il tuo libro. Dio mio! Volevo aiutare Stella a spingerlo di sotto… Complimenti, non è un libro, è un viaggio vero e proprio, attraverso l’inferno e oltre. Non amo la cultura rave, le cose squallide e la droga, ma questo libro è fatto davvero bene. Dovrebbe col tempo diventare un piccolo classico. I personaggi sono così reali che mi sembra di averli già visti, di conoscerli, di averci parlato. Penso che il discorso che facevi alla conferenza fosse perfettamente calzante: non è un libro che istiga alla droga ma fa riflettere. Ti fa capire quanto può fare schifo la vita. Brava! Ho scritto una recensione sul mio blog.
Olivia Cinnamon (scrittrice)

14 ottobre 2012

“Che meraviglia! Riporto qui il mio commento scritto su anobii. Mi apprestavo a leggere “Fatti Male” con la legittima benevolenza con cui istintivamente approccio la lettura di un lavoro di qualcuno che conosco. Avendo avuto l’opportunità di cogliere di persona la facilità narrativa e la nitidezza stilistica dell’autrice, unite al fatto che il tema affrontato in questo libro, a base di sesso e droga, possiede di per sé una forza magnetica propria, ammetto che le mie aspettative erano alte. E invece. Invece il libro le ha nettamente superate. Chi, recensendo il libro, mette l’accento sull’appeal del tema affrontato e sul linguaggio duro, hard-core sia nei contenuti sia nei bpm del ritmo, certamente ha ragione, ma non rende sufficiente merito a Ilaria: il libro è proprio scritto bene, con voci nette, credibili, avvincenti e oppressive, che sanno evolvere anche nel pantano più nero, sanno appassionare o indignare o entrambe le cose insieme. Se il buongiorno si vede dal mattino siamo di fronte a una realtà nel panorama letterario italiano”.
Francesco Robbiano (scrittore)

11 ottobre 2012

“Ciao bella, il libro lo lessi e finì pochissimi giorni fa. Molto scorrevole come lettura… che dire, molto bello davvero mi ha completamente assorbita e ciò non mi accadeva da quando lessi che so sul genere di Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, Trainspotting, Colla, La casa di John il sordo breve scelta di racconti di Acid House e tutti gli altri racconti di Welsh, scrittore che io amo tantissimo e tra gli autori contemporanei, il mio preferito… Ottima scelta per le argomentazioni, era ora che qualcuno si decidesse a scrivere qualcosa di contemporaneo sulla nostra generazione ancor di più sul mal contento, la rabbia, la paura, l’indecisione che ci portiamo dentro… è un ottima cosa che la gente prenda in considerazione il fatto che una persona che usa droghe o tossicomane non sia solo sostanza in se, ma sostanza vera come essere, avendo anch’egli una propria storia, può avere relazioni interpersonali, intraprendere una carriera universitaria, una vita normale insomma ed è quello che in parte contiene il tuo libro a mio avviso, descrivendo un tratto di vita e non solo il fenomeno droghe… Spesso si ha un’immagine dei propri figli troppo distante dalla realtà e il più delle volte poi si rimane delusi e sconcertati quando si vengono a sapere le verità… Mio padre mi ha sempre detto mai mettere ipoteche sui figli e credo sia vero… sarebbe una cosa bellissima se lo facessero leggere agli studenti, come libro di narrativa secondo me gli darebbe basi per riflettere su molte cose… Con tutto questo voglio dire che il libro mi è molto piaciuto, forse ti ho dato un’immagine confusa di quello che il tuo libro mi ha lasciato ma insomma questa è solo la mia modestissima visione non ti ho scritto cosa ne pensavo subito proprio perché ci ho voluto pensare un po’ su, spero di essere stata chiara.”
Giusy Giglio (studentessa)

5 ottobre 2012

“L’altra notte ho finito di leggere Fatti Male… bellissimo! ho scritto anche una brevissima recensione su aNobii.com… Comunque brava! Ho letto anche dei racconti sparsi sul tuo blog e sono rimasto incollato alla storia, figo..”
Alesandro Nanni Domanico (volontario di Informatici Senza Frontiere)

4 ottobre 2012

“Il suo libro mi ha incantato, sono molto felice che i lettori tedeschi avranno il privilegio di apprezzarlo. Spero che sarà tradotto anche in altre lingue perché le tematiche sono universali ed in sintonia con il nostro Zeitgeist. Mi tenga informato, se lo desidera, sugli sviluppi della sua carriera così promettente nella scrittura. Mancava nella letteratura italiana contemporanea una voce così fresca ed originale come la Sua”.  Gianni Losito (psicoterapeuta)

29 settembre 2012

“Ho letto il libro di Ilaria tutto d’un fiato. Ho iniziato venerdì verso le 18.00 così per riempire un paio d’ore, in realtà ho smesso alle 23.30 quando ho terminato di leggere l’ultima pagina. Credo che nessun titolo sia stato più azzeccato… la protagonista ha continuato a farsi male per tutta la durata della storia, nonostante fosse sempre presente una specie di coscienza, dettata dalle frasi in corsivo, che non riusciva però mai ad avere il sopravvento sulle varie situazione tragiche in cui si cacciava. Una corsa alla distruzione, forse la stessa a cui tendono oggi la maggior parte dei giovani scontenti, annoiati, senza valori a cui fare riferimento. L’ho trovato crudo, nudo, senza falsi moralismi…le cose dette come sono veramente, senza fronzoli, senza giri di parole che potessero nascondere la tristezza, la freddezza, l’animalità e la malsanità di quell’ambiente, di quello stile di vita. Ha toccato quasi tutte le aree oscure della vita di oggi, e, chissà anche di sempre solo che prima forse erano più nascoste: dagli scambi di coppia alla promiscuità sessuale, dalle perversioni sessuali alla prostituzione, dalla distruzione fisica a quella dell’anima, dal niente al meno di niente. Anche l’amore che lei crede di provare per quell’uomo orribile non compare mai come tale ed è sempre annebbiato dalla droga, dalla nebulosità dell’alcol o del sesso promiscuo. In effetti, tutte le sensazioni ed emozioni, anche quelle sessuali, sono sempre falsate o amplificate dalla droga o dall’alcol… questa è la tristezza più profonda, secondo me, mai emozioni autentiche, mai relazioni autentiche, mai verità…se le avesse percepite veramente Stella si sarebbe uccisa… invece alla fine l’unica soluzione possibile è uccidere…culmine della nefandezza, l’ultima trasgressione che le era rimasta…”cosa c’è di più estremo della morte?”, dice lei stessa a quell’uomo infame, quando sta cominciando a capire. Vuole morire con lui perchè la presa di coscienza vera e propria può portare solo alla morte…fortunatamente lo spirito di conservazione innato nell’uomo questa volta vince ed è solo lui che muore, come è giusto che sia. Come dice Ilaria stessa, lei non giudica solo espone i fatti. E può anche non piacere l’enorme quantità di particolari forti, scabrosi, disgustosi ma i fatti sono così e credo che sono stati descritti molto realisticamente, forse anche troppo realisticamente, ma questo rende il romanzo ancora più duro, vero, allucinante. Quando il trailer dice che il libro può far male, effettivamente può anche scandalizzare qualche ipocrita che si nasconde dietro falsi perbenismi e moralismi: questo perchè la verità, purtroppo, non piace mai a nessuno, figuriamoci trovarsela davanti esposta chiaramente e senza remore di alcun tipo…!! Questo è tutto quello che penso. Mi è piaciuto? Si, anche se non so bene capire quello che ho provato dentro, forse tanta pena per le persone che hanno deciso di vivere così, forse poco trasporto emotivo perchè non c’è trasporto emotivo positivo in questa storia…forse è proprio questo lo stato d’animo che doveva suscitare nel lettore. E’ più una denuncia che una storia dove trionfa sempre o l’amore o il male: qui non c’è neanche l’ombra di sentimenti autentici, neanche rabbiosi. Stella non riesce a provare neanche disgusto per se stessa e per quello che fa, se lo facesse ne sarebbe annientata…ci pensa la droga a falsare tutto..lo dice lei stessa quando Marco la lascia in quella cantina con quei maiali…”devo strafarmi più che mai così parto e domani non mi ricordo più niente”. Ecco, il romanzo ti lascia quello stesso senso di  vuoto, di niente per il quale Stella ha vissuto e che probabilmente è lo stesso vuoto che inonda l’anima di quei disperati che vivono come lei ma questa volta nella realtà. Forse lo scopo è stato raggiunto  perchè era proprio quello di trasmettere il niente di quella vita!!” Mirella Parisi (professoressa)

20 settembre 2012

“Un libro eccezionale… Splendido! Un viaggio assurdo!!!!!! Un libro che riesci a leggere tutto d’un fiato!!!! Veramente bello!!!!! Sei una grande scrittrice!!!!!! Grande Ilaria!!!!! :* Rispecchia il nostro mondo alla perfezione!!!!!! :)”
Alice Tosto (appassionata di cani, aspirante cinofila, lavora per la Spirit energia contratti gas e luce)

17 settembre 2012

“Si legge veloce perchè scritto veloce perché pensato all’istante perché vissuto a lungo. L’accesso ad un torrente. La descrizione dell’ansia è precisa e fruibile da chiunque, non solo dai pochi … L’elettrica re(l)azione tra l’uomo eterno e la ragazzina del momento è di un sadismo reale, più vero di qualunque grigia casalimnga frustate dall’Eretto. l’inizio è violento, il seguito è una scommessa continua, nessuna pagina che faccia appello alle glorie di capitoli precedenti o ad echi di romanzi altrui. Non è un romanzo scritto bene, è come dovrebbero essere tutti i romanzi. Stella è un corso di tratteggio del personaggio, di una capricciosità tale che il fatto d’impasticcarsi senza criterio è uno dei suoi miglior pregi”.
Michel Papetti (scrittore, ama definirsi capro espiatorio o utente atac)

6 settembre 2012

“Fatti male è un libro che fa entrare in un mondo per lo più solo immaginato ma sconosciuto, un mondo in cui non ci si sente del tutto estranei, perchè Stella, la protagonista,  comunica i suoi pensieri nascosti, le sue paure che racconta al lettore sottovoce, permettendogli di essere in sintonia con lei e con il suo disperato bisogno di adattarsi e piacere. Le emozioni e i desideri sono quelli di sempre, ma sono calati in un mondo spietato, dove l’apparire è prioritario e annulla la dignità dell’essere donna. E’ un viaggio tutto d’un fiato che suscita angoscia e partecipazione emotiva, sgomento e curiosità, un viaggio doloroso  che si ha voglia di percorrere fino in fondo”.
Marisa Arbore (psicologa)

31 agosto 2012

“Trovo che siano altamente diseducative queste righe che confondono tutto e tutti. Qui non si tratta più di amore, ma di incapacità di troncare rapporti distruttivi sempre più degradanti. CI SI DISTRUGGE E SI VUOLE ANCHE FARE UNA PROPAGANDA, QUANDO INVECE SI DOVREBBE SOLO DIRE ALLA CHE GENTE CHE SI SBAGLIA A SI CONTINUA A SBAGLIARE: E’ INAMMISSIBILE CONTINUARE A PARLARNE,  DILATARE IL MALE. SMETTETELA! ”
Simona Cappa (speaker)

28 agosto 2012

“Arroganza,presunzione,superficialità,narcisismo reietto, livore, violenza, volgarità, tradimento, morte. Le    parole di Stella  come spade  feriscono il mio  cuore di donna matura  che ascolta rabbrividendo ….parole che esaltano le  emozioni  gelide di un corpo inesistente.  …parole senza pietà..compiacenti al collasso dell’adolescenza …parole che cercano di appartenere ad uno stile…ad una città….ad una famiglia…ma non riescono a placare la febbre della bizzaria ,della curiosità ..della voglia di stupire… la lettura di questo libro…un’esperienza fisica ,dolorosa….centellinata… Ilaria, grazie per aver smontato pezzo pezzo una storia di morte a cui hai restituito la VITA  e la speranza ….”
Anna Rosa Melillo  (psicoterapeuta )

27 agosto 2012

“Il tuo libro è E C C E Z I O N A L E !!! me ne sono divorata metà in 5 ore… e non vedo l’ora di finirlo …. e sopratutto di leggere il prossimo 😉 !! ♥♥♥♥♥ 6 grande !!! ♥♥♥♥♥” Marilù Ruggiero (biologa)

21 agosto 2012

“Ho letto Fatti Male nella notte di ferragosto.. tutto d’un fiato.. E’ stato un HARD RAPTUS… completamente rapita dalla storia, dal ritmo, dallo stile, dai personaggi, dalla scrittura che sei tu .. sentivo la tua voce, la tua cadenza…. Meraviglioso! Mi è strapiaciuto! Cazzo Ilà quanto sei brava”
Ornella Kyra Pistilli (ricercatrice al CeaQ)

14 agosto 2012

“Ciao Ilaria, come ti ho anticipato ho letto il tuo libro, molto rapidamente, la lettura  facile e scorrevole , elemento fondamentale per non chiudere un nuvo libro si dalle prime pagine. L’argomento molto attuale purtroppo è descritto in maniera forte e vera! La descrizione delle scene di sesso è pazzesca e mi ricorda molto quelle scritte da Bukowski, ottima anche la divisione del libro per episodi! Che dire brava continua cosi’! Mi resta da leggere il libro di poesie”.
Maria Teresa Piacquadio (bancaria).

13 agosto 2012

“Ho finito di leggere: bellissimo! Non so se mi ha angosciato più come madre o come donna. Quando hai finito di leggere, puoi chiudere il libro e conservarlo tra i tanti, ma ti resta la sensazione che dentro di te non sarà così facile riporlo”.

Nicla Resta (assistente sociale)

1 agosto 2012 Luana (modella)

10 luglio 2012

“Ieri ho finito di leggere FATTI MALE. Il nuovo libro di Ilaria Palomba. UN FOTTUTO CAPOLAVORO! Il libro più bello fra le novità degli ultimi mesi. NON VE LO PERDETE CAZZO!!!”
Tommaso Procopio (Studioso ed Insegnante di discipline orientali)

9 luglio 2012

Federica Cortona (scrittrice), con fratello e marito

30 giugno 2012 Irene (Contessa)

23 giugno 2012

“A pagina 211 ho pensato di fermarmi, uno stop almeno per fare pipì e mangiare qualcosa, magari anche solo per bere un sorso d’acqua, e invece niente, non ce l’ho fatta a lasciarli lì soli nella loro storia, non ce l’ho fatta a smuovermi dalla posizione sconvolgentemente storta che avevo preso, così l’ho letto tutto “Fatti male”. Ora sono seduta composta cercando di riprendermi. Complimeti Ilaria Palomba. Ovviamente non credere di svignartela anche tu. Attendo altri tuoi  nuovi frutti!”
Lié Larousse (scrittrice)

18 giugno 2012

“Ciao Ilaria, ho finito di leggere il tuo libro… avvincente!”
Antonio Limoncelli (scrittore, artista, direttore delle riviste “Nova” e “Flussi potenziali”) Antonio Limoncelli porta avanti un’idea di letteratura potenziale, indipendente, surreale, del tutto diversa da quella a cui siamo abituati. Nelle sue riviste e nei suoi testi monografici si possono trovare opere di straordinaria qualità letteraria, insolite, che spaziano dalla scienza alla filosofia, dalla psicologia alla sociologia, dalla scienza dell’essere a quella dell’umano, dalla narrativa alla poesia, dal flusso di coscienza al monologo teatrale. La sua ricerca ha a che fare con un lavoro postmoderno sul linguaggio, sulle interazioni tra chimica e alchimia, tra macchina e uomo, tra sistema binario e anima.

9 giugno 2012

“Ilaria, ho letto il tuo libro tutto d’un fiato. Bellissimo, brava! … Bello e inquietante, brava ancora!”
Marco Rinaldi (scrittore)

5 giugno 2012

“Non riesco a smettere di leggere”
Mariangela Bruno (artista, architetto)

4 giugno 2012

“Ho finito qualche ora fa la lettura del tuo romanzo. Nel complesso mi ha colpito, per l’argomentazione trattata principalmente. E’ raro leggere libri così forti ed espliciti, per niente edulcorati. Il tuo non strizza certo l’occhio alla “normalità”, ma comunque Stella, la protagonista, riesce a trasmettere empatia al lettore, e il finale la riscatta, rendendola finalmente umana, redenta dopo una vita caratterialmente insipida, completamente succuba di Marco, uno che fin dal primo atto le aveva “cagato il cazzo”. Qui Stella sovverte i ruoli, si ribella e dà una direzione nuova e positiva al suo destino, dopo aver visto in faccia il diavolo”.
Fabio Forma (scrittore)

3 giugno 2012

“Libro divorato in un giorno e mezzo! Ben scritto, fluente e intrigante! Bel finale! Spero solo che il nome della mamma sia stato scelto per caso…XD”
Monica Rutigliano (pittrice)

1 giugno 2012 Flavia Ganzenua (scrittrice)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

31 maggio 2012

“Mi è arrivato stasera il romanzo, ne ho letto le prime quaranta pagine e ora vado avanti… Il mio scrittore preferito è Bukowski, e ti dico sinceramente che fin’ora, per lo stile crudo e molto scorrevole, e anche in certa misura per le argomentazioni trattate, sei l’autrice che si avvicina di più a lui. Ti dirò cosa ne penso complessivamente quando ne avrò terminato la lettura”.
Fabio Forma (scrittore)

26 maggio 2012

Giacomo D’avanzo (musicista e organizzatore di eventi) e Giorgia Mastropasqua (scrittrice e giornalista)

11 Comments

  1. Ho finito di leggere: bellissimo!
    Non so se mi ha angosciato più come madre o come donna.
    Quando hai finito di leggere, puoi chiudere il libro e conservarlo tra i tanti, ma ti resta la senzazioneche dentro di te non sarà così facile “riporlo”.
    Nicla Resta

  2. Arroganza,presunzione,superficialità,narcisismo reietto,livore,violenza,volgarità,tradimento,morte., Le parole di Stella come spade feriscono il mio cuore di donna matura che ascolta rabbrividendo ….parole che esaltano le emozioni gelide di un corpo inesistente. …parole senza pietà..compiacenti al collasso dell’adolescenza …parole che cercano di appartenere ad uno stile…ad una città….ad una famiglia…ma non riescono a placare la febbre della bizzaria ,della curiosità ..della voglia di stupire…
    la lettura di questo libro…un’esperienza fisica ,dolorosa….centellinata…
    Ilaria, grazie per aver smontato pezzo pezzo una storia di morte a cui hai restituito la VITA e la speranza ….
    Anna Rosa Melillo (Psicoterapeuta )

    • Grazie, Anna Rosa, per le tue parole piene di passione e per il tuo commento così profondo e sentito.
      Appena potrò lo inserirò in questa pagina, un bacio.

  3. fatti male è un libro che fa entrare in un mondo per lo più solo immaginato ma sconosciuto, un mondo in cui non ci si sente del tutto estranei, perchè Stella, la protagonista, comunica i suoi pensieri nascosti, le sue paure che racconta al lettore sottovoce, permettendogli di essere in sintonia con lei e con il suo dsperato bisogno di adattarsi e piacere. Le emozioni e i desideri sono quelli di sempre, ma sono calati in un mondo spietato, dove l’apparire è prioritario e annulla la dignità dell’essere donna. E’ un viaggio tutto d’un fiato che suscita angoscia e partecipazione emotiva, sgomento e curiosità, un viaggio doloroso che si ha voglia di percorrere fino in fondo. Marisa Arbore ( psicologa)

  4. Che meraviglia! Riporto qui il mio commento scritto su anobii: http://www.anobii.com/books/011b2a6fbf9178f7f8

    Mi apprestavo a leggere “Fatti Male” con la legittima benevolenza con cui istintivamente approccio la lettura di un lavoro di qualcuno che conosco. Avendo avuto l’opportunità di cogliere di persona la facilità narrativa e la nitidezza stilistica dell’autrice, unite al fatto che il tema affrontato in questo libro, a base di sesso e droga, possiede di per sé una forza magnetica propria, ammetto che le mie aspettative erano alte. E invece. Invece il libro le ha nettamente superate. Chi, recensendo il libro, mette l’accento sull’appeal del tema affrontato e sul linguaggio duro, hard-core sia nei contenuti sia nei bpm del ritmo, certamente ha ragione, ma non rende sufficiente merito a Ilaria: il libro è proprio scritto bene, con voci nette, credibili, avvincenti e oppressive, che sanno evolvere anche nel pantano più nero, sanno appassionare o indignare o entrambe le cose insieme. Se il buongiorno si vede dal mattino siamo di fronte a una realtà nel panorama letterario italiano.

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  7. Qui le mie quattro righe sul tuo capolavoro: http://mohawkwordpress.wordpress.com/2013/08/06/fatti-male/

    • Tra parentesi: Io mi chiamo Marco, mia moglie Stella!

  8. Noooooooooo 🙂


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