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van2

Alle volte così fragile potrei morire in questa infinita tenerezza e mi distrugge ogni cosa e ti guardo divenire e ti immagino superare ogni ostacolo vivere un’esistenza priva di leggi e padri e uomini e distanze tutta un’epifania della presenza un immanente restarsi ti immagino sulle strade sdrucciole dei quartieri in voga della città con un bicchiere di vino bianco tra le mani e occhi magnetici ascoltare musica atrocemente meravigliosa in giro con Apparat in cuffia e qualche deviazione sul percorso i tetti rossi di Roma paiono un dipinto un altrove e la gente ai tavolini dei bar rideva con i cani lì al guinzaglio e i bicchieri sollevati comincia l’estate e ha l’odore del ricordo ti immagino con me mentre mi lascio attraversare da tutte le strade divento tutte le cose vorrei fosse possibile questa immanenza linea di fuga lasciarsi trafiggere dalla vita proprio in fondo come scivolare sul fondo di un bicchiere e ritrovarsi nell’ebrezza della sera nell’invisibilità della notte dove nulla comincia non esiste fine vorrei essere meno astratta e applicarmi sulle cose non perdere concentrazione a ogni battito d’ali d’albatro vorrei restarmene in eterno a fantasticare sui tuoi occhi e sull’immensità di un istante di soglia nella soglia nel solco si avverano i deliri onirici e si può dimenticare per un istante il presente divenire l’altrove restare sospesi e voglio solo questa sospensione questo eterno riconoscersi prima della partenza c’è sempre tempo per dirsi addio forse ci piace sfidare il potere non per la forza ma per la fragilità del risuono forse abbiamo rinnegato i padri per partorire noi stesse forse siamo sulla stessa linea di confine prima del dissolvimento solo un po’ d’ordine per difenderci dal caos difendimi dal caos divenire caosmos senza sosta non so se riuscirò a tollerare i mutamenti emozionali le alterazioni la follia cui mi dono come un martire e sono perfettamente consapevole che tutto scorra muti nel suo opposto è questo che cerco di evitare incastonando le proiezioni in un fermo immagine non definendo niente e dissolvendo tutto là dove il corpo è l’anima e la notte è giorno e la paura di vivere si traduce in desiderio immenso desiderio dell’altro che è poi irraggiungibile come irraggiungibile è il sorriso della luna come irraggiungibile è il pensiero la potenza del sapere per questo alle volte perdo le speranze di poter concepire un reale che non sia immerso nel sogno nell’altrove nell’immaginario che altri hanno progettato per me e mi getto fuori dai contorni per divenire confine e sfiorare tutte le cose amare senza amare affinché sia un gioco l’esistenza alle volte un gioco al massacro ma pur sempre danza sacra di un fanciullo nel ventre della terra siamo solo bambine travestite da adulte e ci divorerà la luce portami con te per un giorno voglio essere ciò che non si appartiene.

 

© i. p.

2 Comments

  1. Siamo solo bambine travestite da adulte e ci divorerá la luce…

    • Tu mi capisci, Lié, siamo entrambe bambine travestite da adulte e possiamo scegliere se morire d’amore o viverci…


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