Skip navigation

 

Domani è il grande giorno: a Roma, ore 18, in Casa delle Letterature (Piazza dell’Orologio 3), gli scrittori Andrea Carraro e Angela Scarparo presenteranno me come autrice e il mio romanzo d’esordio “Fatti male”. Voglio condividere con voi la recensione dello scrittore e giornalista Uberto Tommasi che ha carpito il senso profondo del mio romanzo e presto vorrebbe presentarmi a Verona.

16/09/2012 AZ MARMI su Ilaria Palomba
Uberto Tommasi – Terribilis liber iste [questo libro è terribile], una frase lapidaria che da sola basterebbe a riassumere il testo “fatti male” scritto dalla ventiquattrenne Ilaria Palomba che, con la sua opera presentata come un diario, buca la barriera d’ipocrisia che avvolge ogni cronaca del mondo della droga, del sesso promiscuo e dell’abbandono morale, con la quale il mondo borghese allontana da sé una realtà che coinvolge migliaia di ragazzi di Bari come di ogni città del mondo.

Il cronista quando scrive di un crimine aggiunge spesso parole come: “omicidio avvenuto nel mondo della droga” o “nell’ambito degli spacciatori”, per erigere un vallo fra la parte di città apparentemente ordinata e pulita, dove comunque lo scambio di coppia e la cocaina corre a fiumi, ma in modo diverso, più elegante, controllato e ipocrita e l’ambiente degradato delle periferie urbane. Uno specchio pericoloso la fatica di Ilaria, probabilmente insopportabile per il lettore borghese.

Lo scritto della Palomba è una finestra su un cortile di casa, sporco, tragico, su una dimensione degradata, una realtà scomoda. “Come abbiamo fatto a scriverlo?” è la prima cosa che si chiede il lettore che ha appena terminato di bersi questo bicchiere d’acido letterario. “Avrà vissuto in questo mondo da protagonista, provando le esperienze che descrive, o avrà raccolto quello che altri le hanno raccontato?”

Nel primo caso, da bravo guardone, cercherà di immaginare in quale esperienza orgiastica la scrittrice potrebbe essere stata coinvolta, con chissà quali altri giovani baresi, perdendosi la possibilità di ammirare lo sforzo dell’autrice, il suo esperto modo di scrivere, la sua capacità di trasferire avvenimenti e immagini di un ghetto che non si può fingere di non vedere.

Non è nuovo che un autore tenti di trasferire ai lettori cronache di suburra, ma Ilaria lo fa meglio, fa passare quanto vissuto o ascoltato attraverso se stessa.

“Perché?” si chiederà ancora l’attonito lettore e noi rispondiamo con un’altra domanda, perché allora esistono anche le cronache di guerra descritte, da qualche autore, in modo realistico ben diverse da quelle propinateci dai mass media?

Perché è meglio prendere atto della realtà e non coprire di profumo i miasmi di una società figlia nostra.

Probabilmente passerà molto tempo prima che il libro della scrittrice barese sia compreso, anche se niente potrà impedire che questa opera conquisti un giusto posto nel mondo delle grandi fatiche letterarie contemporanee.

Scrivere di più? Inutile, niente può sostituire la lettura diretta di “fatti male”. Ilaria Palomba è nata a Bari nel 1987, dove si è laureata in filosofia. Vive fra Roma e Parigi. Ha pubblicato la raccolta poetica, “Buchi neri divorano le stelle”. Questo è il suo primo romanzo.

http://www.gaffi.it/document/upload//EcodellaStampa1/EcodellaStampa10/EcodellaStampa13/AZmarmi-Palomba.pdf

chiudi

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: